Nel complesso monumentale tardo gotico della Scala Contarini del Bovolo, la mostra di Miresi e Maurizio Radici.  

À rebours” trae spunto dalla traduzione del titolo nell’accezione di “a ritroso” e “controcorrente”: su questa ambivalenza viene costruito il percorso espositivo, mettendo in relazione le opere dei due artisti, in bilico tra scelte figurative cupe ma fortemente suggestive fino a esperimenti astratti dove le cromie esplodono in tutto il loro vigore.

Le opere di Miresi e di Maurizio Radici, dal 8 settembre al 27 novembre 2022, dialogano per assonanza e contrasto, dando vita a una narrazione che suggerisce una nuova chiave di lettura alla loro vasta produzione artistica. Se nella sala Tintoretto le opere si sovrappongono con differenti scelte tematiche e stilistiche, nella seconda sala Maurizio Radici ha tratto diretta ispirazione dalle cromie di Miresi per realizzare un ciclo di opere site specific.

[Miresi, S/paesaggio xyz, 1984]

Miresi (vive e lavora tra Garda e Berlino) ripercorre un ipotetico viaggio a ritroso, nel tempo e nella memoria dell’artista. Due sono i filoni narrativi. Il primo segue gli inizi figurativi a cavallo tra gli anni ‘80 e ‘90 con il ciclo Auditorium, opere in cui emergono i dettagli di un occhio o di un orecchio fino alla definizione di un delicato profilo infantile, tra slanci curvilinei e severi grafismi. L’imponente trittico Inquisito/inquisitore è un’opera storica rivisitata dall’artista in sette varianti dal 1993 a oggi, ma che appare sempre come specchio di una bruciante attualità.

Il secondo filone presenta la serie S/Paesaggio caratterizzata da una resa stilistica astratta, dove i colori irrompono sulla tela sia in forme stilizzate che di derivazione informale. Il dipinto monumentale S/Paesaggio xyz ritrae la veduta di una montagna calata in una fissità temporale dove il colore sembra galleggiare sulla tela in una tensione espressiva volutamente dilatata dalle dimensioni imponenti del quadro.

[Maurizio Radici, Animale improbabile]

La poetica di Maurizio Radici (Palazzolo sull’Oglio 1958) si nutre di figure, animali, segni, ombre primigenie, matrici di immagini generate dal colore fermo o da improvvisi bagliori accesi dalle vigorose pennellate. Radici riscopre nell’atto pittorico alcuni codici semantici in cui il mito, il sogno e il tempo presente si coniugano e insieme si aprono a una serie infinita di interrogazioni. Le tele sollecitano lo sguardo attraverso figure mitologiche dove i segni e i simboli divengono le cesure entro cui tratta i suoi mondi invisibili. Nella narrazione pittorica di Maurizio Radici si coglie un meraviglioso insieme di intuizioni filosofiche, religiose e morali che danno voce alle umane inquietudini.

Curata da Paolo De Grandis e Carlotta Scarpa, la mostra è organizzata da PDG Arte Communications.

[Gioielli nascosti di Venezia: Scala Contarini del Bovolo]

M.C.S.
Fonte: Ufficio Stampa, 18 agosto 2022
Immagine di copertina: Miresi, L’occhio, 1992

MIRESI RADICI. À REBOURS
8 settembre – 27 novembre 2022

Scala Contarini del Bovolo
Sestriere San Marco 4303 – 30124 Venezia
Telefono: 041 309 6605
cultura@fondazioneveneziaservizi.it
https://www.gioiellinascostidivenezia.it/i-gioielli/scala-contarini-del-bovolo/